Festival A due voci 2025
ORIENTE-OCCIDENTE
Ku-Batash: concerto di raga indostani e canti del mediterraneo
Domenica, 29 novembre 2025 – ore 21:00
San Pietro in Atrio, via Odescalchi – Como
Elena D’Ascenzo, voce, percussioni, synth
Renata Frana, dilruba, tanpura
Federico Sanesi, tabla, percussioni
Igor Orifici, bansuri, tanpura, ananda lahari
Alessandro Anil, letture
Ingresso libero con prenotazione a questo link
In collaborazione con
Theatre House – Sources Reaserch of Performative Arts di Shantiniketan
Albero Baniano – Associazione di promozione Sociale.
Se la misteriosa forma del tempo è la musica, siamo il
tentativo della materia di trasformarsi in vibrazione, una
melodia, un suono che bussa alla soglia del niente: un
nome pronunciato in una generica conversazione in
una tavolata del futuro, forse qualche verso declamato,
forse. Intanto, nello specchio d’acqua continuano a
ripetersi le nostre immagini, i desideri sopravvivono,
anche le volontà si spargono come informazione,
finiranno per riscrivere sé stesse e sembra assurdo,
impossibile concepire che la nostra carne abbia in
gloria dei piaceri e che il sangue non sia ancora acqua.
Eppure, siamo già i morti, la memoria del domani, quel
che un giorno sarà chiamato bellezza.
(Alessandro Anil, Terra dei ritorni, Note sulla melodia
dell’acqua, V, p. 48-49).
I raga sono melodie dell’Asia meridionale di antica tradizione. KU (‘vuoto’), nome del duo Frana-D’Ascenzo, è qui ampliato dall’accompagnamento e dal dialogo con Federico Sanesi (tabla) e Igor Orifici (Bansuri), creando per l’occasione una formazione che estende di grado il concetto della doppia voce. Batash in lingua bengali significa ‘brezza, vento’ e ku-batash ‘tempesta’, un momento (interiore) avverso nel quale secondo la poetica Baul occorre ancorarsi a un alto senso di umanità per guadare il fiume dell’esistenza e non sopperire.
L’approccio fenomenologico del raga offre una esperienza in grado di trasformare il luogo, grazie a forme modali e alla ricchezza timbrica, al potere del suono e della poesia di amplificare le dimensioni interiori e le percezioni spaziali del luogo, di ‘ridescrivere la realtà’ grazie alla metafora (Ricoeur). La partecipazione di Elena D’Ascenzo, ricercatrice di canto tradizionale dell’Abruzzo e di altri luoghi del sud Italia, ci consentirà di esplorare passaggi di andata e ritorno fra la tradizione mediterranea e quella sud-asiatica.
