Festival A due voci 2026
Il clãmor della madre
Centro Civico/Casa della Musica, via Collegio dei Dottori 9 – Como
Mercoledì, 18 novembre 2026 – ore 19:30
Medea (1969) di Pier Paolo Pasolini
Mercoledì, 25 novembre 2026 – ore 19:30
Mamma Roma (1962) di Pier Paolo Pasolini
Alberto Cano, relatore
Ingresso libero con prenotazione a questi link: 18 novembre – 25 novembre
Il cinquantenario della morte di Pier Paolo Pasolini ha una volta di più permesso di ritrovare una delle voci più significative del Novecento italiano, riconfermando l’attualità e l’importanza del suo pensiero nelle esplosive contraddizioni del nostro presente, in una dimensione intellettuale che le confronta con lo spessore mitico della condizione umana.
Del resto per Pier Paolo Pasolini il mito è lo spazio per uscire dall’oppressione di una visione superficiale, tutta schiacciata sul presente, sul momentaneo, per ritrovare tutta la ricchezza e la complessità della vita.
Un processo centrale nella sua opera che, attraverso il cinema di poesia, attraverso il linguaggio poetico trasforma il reale in una dimensione mitica. I due film che saranno presentati rappresentano vivamente, concretamente, questo processo.
Se con “Medea” Pasolini ricorre al mito per gettare uno sguardo eterno ed universale, per trovare i fondamenti psicologici della modernità, con Mamma Roma ricrea la profondità del mito per illuminare il presente della trasformazione del dopoguerra. Con “Medea” rielabora l’opera di Euripide per esplorare la tragedia e il senso del sacro e della sua scomparsa nel mondo moderno. Con “Mamma Roma” rivela la sacralità del sottoproletariato, trasformando le borgate romane e i loro abitanti in figure mitiche, ridando loro una dignità arcaica, mentre la civiltà dei consumi li omologa e divora i loro figli.
Un destino parallelo quello delle due madri, destinate a sacrificare la loro progenie nell’illusoria speranza di affrancamento nella nuova civiltà che si impone.
A sottolineare la forza della narrazione la presenza di due icone della rappresentazione drammaturgica: Maria Callas e Anna Magnani, a dare volto e voce alla disperazione assoluta della madre.
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