Festival A due voci 2026
Dimitri Šostakovic su versi di Michelangelo Buonarroti
Suite su versi di Michelangelo Buonarroti op. 145
Lunedì, 16 novembre 2026 – ore 20:30
Conservatorio “G. Verdi” di Como, via Luigi Cadorna 4 – Como
Frano Lufi, basso
Leonardo Zunica, pianoforte
Ingresso libero con prenotazione a questo link
Nella storia della cultura russa l’interesse per la figura di Michelangelo Buonarroti emerge in un contesto assai variegato che possiamo far risalire al complesso rapporto culturale tra la Russia e l’Italia e le cui tracce risalgono sino al tempo da Caterina II, con i legami diplomatico-culturali da lei instaurati con il Regno di Napoli.
In Russia, sin dai primi anni del XX secolo, la figura titanica di Michelangelo, filtrata dalla ricezione del pensiero di Nietszche, costituiva un punto di riferimento nella discussione sull’arte. Nel 1925 Vjačeslav Ivanovič Ivanov, tra le figure d’intellettuale più influenti della cultura russa, iniziava la prima traduzione in russo di alcuni sonetti di Michelangelo, risultato di una inesauribile passione per l’Italia che lo vide qui soggiornare per un’ampia porzione della sua vita.
In Russia, sin dai primi anni del XX secolo, la figura titanica di Michelangelo, filtrata dalla ricezione del pensiero di Nietszche, costituiva un punto di riferimento nella discussione sull’arte. Nel 1925 Vjačeslav Ivanovič Ivanov, tra le figure d’intellettuale più influenti della cultura russa, iniziava la prima traduzione in russo di alcuni sonetti di Michelangelo, risultato di una inesauribile passione per l’Italia che lo vide qui soggiornare per un’ampia porzione della sua vita.
La forza della scultura e della poesia michelangiolesca lasciano traccia nella produzione di Rilke sin da “L’uomo che ascoltava le pietre” (Storie del buon Dio), sfociata nella sua poesia del 1912 ispirata dalla visione della Pietà, e la successiva silloge di sonetti tradotti in tedesco alla quale lavorò per un decennio, fino al 1922.
E qui si incrociano, a distanza, gli echi di una due dimensioni artistiche ed esistenziali segnate da profonde inquietudini spirituali e storiche: perché se alla fine della sua vita il compositore sovietico Dmitri Šostakovič aveva voluto musicare liriche di Michelangelo (nella Suite op. 143) e Rilke (nella 14ma sinfonia op. 135) forse avver6va ciò che lo stesso Rilke aveva colto di Michelangelo: l’uomo che, gigantesco, al di sopra di ogni misura, dimenticò l’immensurabilità.
Programma
Dimitri Šostakovic – Suite su versi di Michelangelo Buonarroti op. 145
In collaborazione con MantovaMusica e Conservatorio G. Verdi di Como

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